Angelo Corbo - La strage di Capaci

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Angelo Corbo da diversi anni collabora con il nostro istituto per la educazione alla legalità, è un importante testimone di ciò che la strage di Capaci ha rappresentato per il nostro paese e per gli individui coinvolti. 

Il giorno martedì 17 febbraio 2026 dalle 9,30 alle 11.20, nell’aula magna di via della Colonna, studenti e studentesse delle classi 1F, 2D, 3A, 3C hanno incontrato Angelo Corbo, vittima di mafia, agente della scorta di Giovanni Falcone, sopravvissuto alla strage di Capaci del 23 maggio 1992, dove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francescsa Morvillo, anche lei magistrata, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Gli studenti e le studentesse si erano preparati all’incontro, avendo letto il testo di Angelo Corbo, Strage di Capaci, paradossi, omissioni e altre dimenticanze. Le classi sono state seguite in tale lavoro dalle prof.sse di lettere Michela Bocchietti, Erika Del Bravo, Silvia Persinai, che erano presenti all’incontro. Era presente anche la prof.ssa Chiara Giubbolini. 

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Angelo Corbo ha introdotto la sua conversazione con gli studenti e le studentesse evidenziando quali siano gli obiettivi delle mafie e come queste, in virtù degli interessi economici, siano radicate sul territorio italiano e siano ancora oggi molto vitali. Ha ripercorso con le classi il valore della sua formazione da studente quando all’Itis Majorana di Palermo venne allestita una importante mostra antimafia nella primavera del 1984, negli anni in cui nella stessa Palermo c’era chi affermava che la mafia era un fenomeno ‘inventato’ dal Nord Italia, mentre nelle strade di Palermo erano già stati uccisi uomini delle istituzioni, magistrati o uomini delle forze dell’ordine. Ha dunque sottolineato quanto valore abbia che anche gli studenti e le studentesse attuali frequentino scuole dove di questi argomenti si parla, perché per Angelo Corbo lo ‘spendersi’ nelle scuole ha come obiettivo seminare nei giovani interlocutori il seme della legalità. Angelo Corbo ha inoltre ricordato agli studenti anche la strage che la nostra città ha vissuto con la strage dei Georgofili quasi un anno dopo la strage di Capaci.

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Successivamente Angelo Corbo ha risposto alle molte domande che le varie classi avevano preparato. Questo ha permesso che si sia creato un reale dialogo far Angelo e studenti e studentesse, anche perché Angelo, che ha ribadito la sua fatica a parlare in pubblico e a ripercorrere momenti di grande dolore, ha anche ribadito che per lui è basilare parlare ai giovani e conoscere le loro persone, elemento che emerge quando il dialogo realmente si crea.  In virtù delle risposte alle richieste delle classi è stato affrontato il tema del ruolo di Angelo come poliziotto della scorta di Giovanni Falcone, il tema della paura di svolgere quel ruolo; la fiducia di Angelo nelle istituzioni ma al tempo stesso la critica relativa al fatto che, come dimostrano i vari processi per la strage di Capaci e per la strage di Via d’Amelio, purtroppo non sempre si è fatto ciò che si doveva per giungere ad una verità giudiziaria. Chiaramente, come anche dal libro si comprende, gli elementi di documentazione spariti (i file del computer di Falcone, la agenda rossa di Borsellino, il rullino fotografico che aveva immortalato i momenti a caldo successivi alla strage di Capaci) sono il risultato di depistaggi e di partecipazione a delitti mafiosi di altre componenti.

Angelo ha anche affrontato il tema della importanza dell’educazione alla legalità da parte delle famiglie e della scuola. Gli argomenti sono stati davvero molti perché studenti e studentesse hanno dimostrato molto interesse e curiosità. Al tempo stesso Angelo è stato estremamente ‘generoso’ intellettualmente ed emotivamente verso i nostri ragazzi e ragazze. Un momento molto commovente è stato quando rispondendo ad una domanda ha detto che ai compagni morti oggi direbbe, come realmente ha detto al figlio di un compagno di scorta morto nell’attentato “Scusa, scusa se sono vivo”. Da questo si evince la grande sofferenza che Angelo ha vissuto come sopravvissuto, che le classi hanno compreso leggendo anche il volume. Noi però vorremmo che Angelo non chiedesse mai più scusa perché la sua vita è preziosa, perché la sua missione attuale è alta e molto importante. Noi dobbiamo profondamente ringraziare il nostro Angelo Corbo, palermitano di origine e fiorentino di adozione. 

Grazie Angelo


Anno scolastico 2024/25

Il giorno 14 febbraio 2025, le classi 3As 3F e 3H, hanno incontrato Angelo Corbo. L’incontro è stato molto apprezzato dagli studenti e dalle studentesse. Angelo, partendo dalla propria esperienza di vittima di mafia, ha voluto riflettere con gli studenti e con le studentesse sul bisogno di continuare a parlare di mafia. La mafia è ancora viva. 

Visti i recenti arresti per mafia avvenuti a Palermo, Angelo Corbo aveva scelto per l’incontro un articolo di Marco Romano, Quel vuoto drammatico nella agenda del paese, apparso sul Giornale di Sicilia in data 12 febbraio 2025. Il testo è stato letto e ha portato Angelo a sottolineare il motivo per cui è necessario continuare a parlare di mafia, perchè Cosa Nostra c’è ancora!

Anno scolastico 2023/24

Il giorno 14 febbraio 2024 le classi 3A, 3F, 3H e 4H hanno incontrato Angelo Corbo . Gli studenti e le studentesse avevano già letto il libro "Strage di Capaci, Paradossi omissioni e altre dimenticanze". L'autore ha risposto alle domande degli studenti e delle studentesse. Sono state 2 ore di incontro intense e bellissime. Angelo ha trattato l’importanza di comprendere il senso esistenziale della vittima in senso lato. Si è passati dalla testimonianza diretta di una strage che ha segnato la storia del nostro paese ad importanti argomenti relativi alla educazione al rispetto dell’altro e al valore del combattere ogni atteggiamento mafioso.

Gli studenti e le studentesse, entusiasti, si sono fatti autografare le proprie copie libro. 

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Anno scolastico 2022/23

Il giorno 14 febbraio 2023 ha incontrato le classi 3C, 3I, 4I del Liceo in aula magna nella sede di via della Colonna. Gli studenti e le studentesse, insieme ai docenti di lettere, prof.sse Mascalchi, Persiani, Giancristiano, avevano letto il libro di Angelo Corbo, Strage di Capaci, paradossi, omissioni e altre dimenticanze. Era presente anche la prof.ssa Patrizia Mazzei che ha collaborato con Angelo Corbo varie volte. Si è trattato quindi di un incontro con l’autore legato al tema della legalità e della sensibilizzazione finalizzata alla lotta alla criminalità organizzata. 

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Dopo una breve introduzione gli studenti e le studentesse hanno fatto numerosissime domande. L’incontro è durato per 2 ore che sono ‘volate’. Angelo Corbo ha sottolineato il valore del comportamento non mafioso in ogni settore della vita individuale, il valore della scelta consapevole, il valore del lavoro di squadra che si oppone all’individualismo e come la mafia non sia in alcun modo morta ma si sia nel tempo trasformata. 

E' stato molto importante e toccante sentire e capire, dalle parole di Angelo, cosa ha significato essere un sopravvissuto ad una strage della portata della strage di Capaci; cosa significa sentirsi solo e il motivo, altissimo, per il quale ha deciso di dedicarsi alle scuole e ai giovani per portare la propria viva testimonianza. Non sono mancate le occasioni per attualizzare la riflessione e il gruppo è stato guidato dalla esperienza maturata da Angelo come poliziotto competente. Sono state due bellissime ore di attiva didattica.  

Gli studenti sono rimasti entusiasti e così i docenti. Il nostro istituto è stato veramente felice ed orgoglioso di accogliere Angelo e lavorare con lui: si tratta oramai di un fiorentino che rappresenta un valore aggiunto per la stessa nostra città, in virtù della sua tragica esperienza che lo rende testimone di anni molto significativi della storia del nostro paese.